L’entroterra del lago di Garda è un susseguirsi di colline dolci intermezzate da piccole pianure. Infinite distese di vitigni che si rincorrono fino ad incrociarsi sono circondati da cipressi che cercano di toccare il cielo, e strade che ad ogni curva rivelano scorci di paesaggi mozzafiato.

Il Monte Baldo, imponente compagno del lago di Garda, è noto fin dall’antichità come hortus Europae ossia “Giardino d’Europa” per l’immensa biodiversità che costudisce. Esso è il caldo terreno dove migliaia di frassini, noccioli, aceri, faggi ed abeti svettano felici dando riparo ad alcuni dei più belli uccelli italiani come l’acquila reale, il barbagianni, lo sparviero, l’upupa, il picchio e il pettirosso. Tra i fianchi del monte si possono scorgere il capriolo, il cervo, il camoscio e la volpe e talvolta qualche orso che dal Trentino Alto Adige si sposta verso questo giardino incantato.

Tra vegetazione rigogliosa, attrazioni culturali e centri termali come le Terme di Colà, il litorale del lago è poi una collana di piccole città-gioiello intemezzate da spiagge e baie. Esempi ne sono il caratteristico borgo medioevale di Torri del Benaco con i suoi edifici in stile veneziano che contornano il piccolo porto, oppure Punta San Vigilio certamente uno dei punti più suggestivi del lago di Garda, vera e propria penisola che si protrae verso le azzurre acque del lago proteggendo l’incantevole Baia delle Sirene.

Scendendo verso sud si trovano certamente la medioevale Bardolino che da il nome all’omonimo famoso vino e che ospita un museo dedicato all’illustre bevenda, e l’incantevole borgo fortificato di origine romana Lazise, vero e proprio “villaggio lacustre” letteralmente bagnato dalle acque del Garda che dolcemente accarezzano il suo centro storico.

 

A sud la luce del palcoscenico è tutta per la zona del Lugana dove il clima mite permette la crescita di un vino conosciuto attraverso i secoli e di cui Catullo già nell’antica Roma usava regalare ai potenti del tempo dopo che la vendemmia nelle sue proprietà a sud di Sirmione imbottigliavano il prezioso vino.

 

L'imponente airone cinerino mentre spicca il volo dal laghetto del frassino.

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